lunedì 31 maggio 2010

Recensione Colin McRae DiRT 2

Il gioco offre un totale di nove diverse location: Croazia, Cina e Marocco con i loro paesaggi rurali, Los Angeles e Tokyo, con i loro stadi urbani, la California per gare immerse nella natura.
Completano la selezione i percorsi rocciosi dell'Utah, quelli soleggiati della Malesia e la Battersea Power Station di Londra. Insomma, un'esperienza di guida davvero all'insegna della varietà territoriale.
Rispetto al primo Dirt, che già aveva abbandonato la strada simulativa, questo secondo capitolo si rivela ancor più arcade, veloce, frenetico, adrenalinico, con alto tasso di spettacolarità dovuto al maggiore senso di velocità unito alla conformazione dei tracciati e agli elementi che si muovono a bordo pista.
In mezzo a un mare di gente e immersi in un costante sventolare di bandiere e nastri, la lotta interiore tra il voler realizzare la gara perfetta e il voler assistere alle conseguenze di uno spettacolare scontro a duecento all'ora contro un muro si fa pressante.
Tanto più che quest'anno ci viene in aiuto per la prima volta nella serie l'opzione rewind, che mediante la pressione del tasto quadrato durante un replay, consente di riavvolgere la gara dopo un incidente, così da riprendere la corsa alcune curve prima ed evitare l'errore.
La saga rallystica di Colin McRae trova in DIRT 2 un degno successore, che prosegue sulla strada di innovazione intrapresa dal suo illustre predecessore.
Eccovi il trailer del gioco:

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